Parlare delle origini dei distillati significa fare un salto nel tempo e nello spazio. La scienza araba medioevale scoprì infatti la distillazione quando la conservazione delle piante e delle loro proprietà era di vitale importanza, soprattutto in mancanza di acqua potabile. Le tecniche sperimentate secoli fa non sono altro che le antenate di quelle usate ancora oggi per produrre distillati e liquori naturali

L’azienda Toro Liquori di Tocco da Cesauria in provincia di Pescara propone dal lontano 1817 ottimi prodotti che tengono viva la tradizione della distillazione di erbe naturali.  La distilleria che proprio quest’anno compie 200 anni nasce con Beniamino Toro, molisano trasferitosi a Tocco da Cesauria che ottenne proprio nel 1817 la “Regia autorizzazione” del monarca di Napoli a produrre un magico liquore, il Centerba, che ancora oggi rappresenta il cavallo di battaglia dell’azienda e il più antico liquore di erbe digestive d’Abruzzo.

La storia della distilleria e del liquore Centerba è anche strettamente legata alla storia della regione stessa e alla pratica della transumanza, ai pastori che durante questo rito che seguiva il ritmo delle stagioni, percorrevano I tratturi e salivano sulle montagne abruzzesi dove si trovano le erbe con cui si produce il Centerba, il cui nome deriva da “Centum Herbora”.

Il liquore, come spiega la sezione dedicate sul sito dell’azienda Toro, è un prodotto “forte e gentile” che si ricava dalla lenta infusione in particolari contenitori, al quale non vengono aggiunti zuccheri, né tantomeno aromatizzanti al fine di mantenere l’aroma originale delle erbe tra le quali predominano le mente.

Nel corso degli anni e con il susseguirsi delle generazioni alla guida della distilleria, la produzione è stata ampliata per arricchire la gamma di liquori che oggi comprendono limoncello, grappe e amari.

La distilleria Toro ci hanno fornito lo spunto per inserire una breve storia della distillazione e dei liquori naturali che, come si è detto, ha origini molto antiche.

Le prime bevande alcoliche, presenti in quasi tutte le civiltà antiche erano prodotte per fermentazione ed erano usate sia per ragioni mediche sia per conservare le virtù delle piante e, chiaramente, per i consueti scopi conviviali. La tecnica della distillazione è invece più recente, in quanto risale al periodo medioevale con le scoperte degli scienziati arabi. Questa nuova tecnica, permise di superare la barriera del 16% di gradazione alcolica e giunse ai monaci latini che all’interno dei monasteri continuarono a conservare, tramandare e sviluppare la scienza botanica, erboristica e medica che ci permette di poter consumare ancora oggi prodotti come quelli della distilleria Toro.

 

Contatti

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Adriano Vinci > tel. (+49) 172 8247392
Fabio Esposito > tel. (+49) 176 57507081

Enrico Toro Distilleria Cesauria Srl
Via Tiburtina 18
65028 Tocca da Cesauria (PE)
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info@liquoritoro.it

Come e perché esportare vino italiano in Germania

Adriano Vinci

Oggi sempre più aziende contattano Adriano Vinci e Fabio Esposito, gli organizzatori della Fiera enogastronomica B2B Girogusto, per essere rappresentate in Germania, uno dei mercati più ambiti del momento. Ecco un intervento degli esperti di export di vino in Germania che spiega come mai le aziende scelgono sempre più frequentemente di esportare i loro prodotti in Germania. 

 

 I motivi per scegliere di esportare vino italiano in Germania 

 
  • In primo luogo la Germania è geograficamente molto vicina all’Italia e, facendo parte della comunità europea, risulta una meta commerciale molto più abbordabile di altri mercati esteri. Questo è un punto fondamentale,  che spiega l’aumento di attività di export anche per aziende alle prime esperienze con la vendita fuori dal territorio italiano.
  • In secondo luogo, la Germania risulta essere una delle nazioni che più apprezza i prodotti enogastronomici del Bel Paese. I tedeschi amano l’Italia come meta turistica e cercano, al loro rientro a casa, di ritrovare i sapori che hanno conosciuto durante le loro vacanze e i loro viaggi. Questo fattore emozionale ci ha permesso di esportare le nostre eccellenze creando un legame indissolubile con tutte le politiche legate al turismo.
  • Un altro dato certo è che la Germania è di fatto tra i principali importatori di prodotti enogastronomici italiani. Questo fenomeno non è nuovo e fa si che il mercato sia già maturo e pronto a recepire il made in Italy con grande interesse ma anche grande competenza.

Mi sono infatti spesso ritrovato a parlare con produttori che pensavano che a Berlino, città in cui vivo e lavoro, potesse essere un’idea “innovativa” importare la mozzarella!!! Per poi scoprire non solo che ci sono decine di importatori che da anni importano mozzarella di Bufala, burratine e specialitá sempre piú selezionate; ma che addirittura esistono produttori italiani che hanno spostato la produzione di mozzarella proprio qui, nel Brandeburgo e servono gran parte della ristorazione italiana di zona.

Insomma, importare in Germania è  certamente un’opportunià  importante ma la concorrenza è giè molta, il mercato ricco di offerte e non è per niente facile per il buyer tedesco  farsi strada tra le mille opzioni possibili.

Progettare una strategia accurata e non improvvisare

 Il primo consiglio che quindi mi sento di dare a chi si avvicini per la prima volta all’attività di esportazione di vini e prodotti alimentari in Germania è quello di progettare bene le proprie strategie di vendita e non lanciarsi in modo improvvisato.

È fondamentale tenere in considerazione tutti gli aspetti, dalla promozione alla rete vendita, dallo studio del proprio mercato di riferimento alla conoscenza della concorrenza già attiva.

Inoltre suggerisco sempre di dotarsi di professionisti che operino in loco e non credere che si possano realizzare vendite interessanti e continuative seguendo il tutto dall´italia e pianificando un viaggio ogni tanto per provare a prendere nuovi contatti. Il lavoro di vendita dalle nostre parti non è molto diverso da quello che le aziende fanno da sempre nel proprio territorio e richiedono un impegno simile se non superiore.

Quali sono i primi passi per esportare in Germania: alcuni suggerimenti

Un bravo consulente, in una fase di valutazione di un nuovo progetto di esportazione, può fare al caso vostro. In Italia ce ne sono tanti: noi abbiamo avuto degli ottimi riscontri con lo staff di comunikafood, che da anni si occupa di food italiano e dei diversi aspetti della vendita su piú canali. 

Non escluderei nemmeno l´ipotesi di individuare export manager da inserire nel proprio organico e cominciare un percorso ancora piú strutturato. Le aziende più piccole possono trovare delle ottime risorse tra tantissimi giovani laureati che se pur mancando di esperienza hanno l’energia e l’entusiasmo di chi deve farsi strada nel mondo del lavoro.

Le considerazioni da fare sono in ogni caso tantissime e non possono essere contenute in un unico post. Realizzeremo presto sul nostro sito una serie di articoli su diversi argomenti legati all’esportazione di vini e alimentari in Germania. Se ci sono argomenti particolari e domande più specifiche potete postarle nei commenti.

Non perdiamoci di vista