Sono la curiosità e la tenacia di un parroco delle colline del Monferrato, nei lontani anni Settanta, a far riscoprire un vitigno autoctono quasi ormai completamente dimenticato: il Ruché. Un vitigno dalle caratteristiche uniche, avvicinabile dal punto di vista del DNA solo al Pinot Nero, e che soprattutto fa nascere vini di eccezionale qualità. Tanto che anche il parroco Don Giacomo Cauda, autore della riscoperta, ne viene conquistato e fa di tutto per farne rinascere la coltivazione e il consumo (ovviamente, con moderazione), tanto da descriverlo così: Ha un corpo perfetto e un equilibrio di aromi, sapori e profumi unici. Degustato con moderazione libera lo spirito e apre la mente.

Proprio in questo modo comincia la storia del Ruché, da dieci filari scoperti casualmente che hanno ridato vita a una grande tradizione. Diventato DOC nel 1987 e DOCG nel 2010, il Ruché è ora apprezzato a livello internazionale ed è uno dei punti di forza della produzione di vini dell’Azienda Agricola Montalbera.

Ben 82 ettari delle vigne di Castagnole Monferrato, che ricoprono sei intere colline, sono infatti impiantati proprio a Ruché (il restante 40% sono Barbera e Grignolino). E dalle vigne, di un’età  compresa tra i 7 e i 30 anni, nasce un’etichetta davvero speciale: il Ruché di Castagnole Monferrato DOCG, vino dal sapore inimitabile, dalle note fruttate di spezie e di albicocca, con sentori floreali di rosa e di viola. 

Ruché e non solo: Montalbera e la tradizione vinicola delle Langhe e Monferrato

L’Azienda Agricola Montalbera, nata all’inizio del ventesimo secolo su iniziativa del capostipite Enrico Riccardo Morando, ha la sua prima origine nelle Langhe, e più precisamente a Castiglione Tinella.

Proprio qui l’Azienda ha ancora 15 ettari vitati a circa 400 metri sul livello del mare, ed impiantati a Moscato d’Asti, Barbera e Chardonnay, da cui viene prodotto per esempio il Moscato d’Asti DOCG San Carlo. Ora gli ettari complessivi vitati di Montalbera sono 175, tutti su quei terroir unici di Langhe e Monferrato di cui Montalbera raccoglie la tradizione di eccellenza.

Oltre a impegnarsi nella valorizzazione del Ruché, la cantina infatti utilizza le tecniche più moderne e le metodologie più appropriate (per esempio acciaio o legno, sovra-maturazione o appassimento) per esaltare le diverse particolarità dei vigneti, riuscendo a diventare in questo modo una delle grandi realtà vinicole del Piemonte.

I vini della Società Agricola Montalbera alla fiera enogastronomica a Berlino Girogusto

I vini della Società Agricola Montalbera saranno presentati assieme ad altri prodotti enogastronomici italiani d’eccellenza alla fiera B2B Girogusto, a Berlino il 10 e l’11 Novembre. La fiera, organizzata da due esperti del settore che lavorano in Germania da moltissimi anni, Adriano Vinci e Fabio Esposito, rappresenta un’occasione imperdibile per tutti coloro che vogliano esportare in Germania i propri prodotti: vini, liquori, salumi, formaggi, prodotti da forno, prodotti dolciari. Qui potete avere senza impegno maggiori informazioni.

La nocciola: un frutto pieno di qualità e di sorprese. Sapevate, per esempio, che può addirittura aiutare a prevenire l’invecchiamento cutaneo e a combattere il colesterolo? Sì, perché è ricca di vitamina E, che aiuta a combattere i radicali liberi, e  possiede anche buone quantità di acido oleico, che agisce contro il colesterolo. 

Sarà per questo – oltre che per la sua bontà – che già gli antichi romani apprezzavano particolarmente questo frutto, e ritenevano che regalare una pianta di nocciolo fosse di buon augurio. 

Insomma, la nocciola è sana e ricca di elementi nutritivi: ma soprattutto deliziosa. In particolar modo quando è “doc”. Stiamo parlando della nocciola piemontese, famosa in tutto il mondo per la sua qualità e protetta dal marchio I.G.P. : la varietà Tonda Gentile Trilobata, coltivata tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato possiede infatti delle caratteristiche che la rendono davvero unica. 

Le caratteristiche della nocciola IGP del Piemonte

Ma quali sono le principali caratteristiche che contraddistinguono la nocciola piemonte? Vediamole insieme. Per riconoscere la vera Tonda Gentile Trilobata IGP Piemonte ecco i quattro criteri principali da tenere presenti:

  • La buccia sottile
  • La forma tonda
  • La facilità della pelatura
  • L’ottima conservabilità

Ma le prime di tutte queste qualità sono  ovviamente il sapore e l’aroma inconfondibili, che vengono esaltati al meglio soprattutto quando tostata o in abbinamento con il cioccolato – come sanno bene i piemontesi, inventori del gianduja. 

Azienda Corilverde, dai noccioleti delle colline di Alba alla tavola.

La bontà della nocciola e la particolare qualità del suo aroma dipendono dall’attenzione con cui viene seguito il processo della coltivazione, dalla piantumazione del noccioleto, alla potatura degli alberi, alla raccolta. 

L’azienda Corilverde coltiva nei propri noccioleti delle colline della Missione, vicino ad Alba, la qualità Nocciola Piemonte I.G.P. con metodi rispettosi dell’ambiente, utilizzando solo ammendanti naturali e controllati, e trasforma le nocciole in creme o in prodotti semilavorati sulla base di antiche ricette di famiglia con il marchio Le Nocciole di Alba

Nata quattro anni fa dall’iniziativa dei due soci fondatori Flavio Molino e Roberto Farinetti, l’azienda produce le proprie prelibatezze utilizzando solo le proprie nocciole; punto di forza sono le creme, in cui una grande attenzione viene dedicata non solo alla lavorazione e all’equilibrio dei sapori, ma anche alla materie prime. Per esempio, nelle creme di “Le nocciole di Alba” viene usato olio d’oliva e solo zucchero di canna al posto dello zucchero raffinato.

I prodotti di "Le nocciole di Alba"

Creme a base di pasta di nocciole piemonte IGP per dolci o per il salato, oppure semilavorati come la farina di nocciole tostate, nocciole tostate intere o in granella: l’azienda Corilverde offre con il suo marchio “Le nocciole di Alba” preparati per arricchire la tavola di bontà e di salute. 

Tra i suoi prodotti, per esempio, la crema classica di nocciola, Gianduja, o Bianca, ma anche La fondente, una crema con una percentuale di cacao particolarmente elevata, che i produttori consigliano per gli amanti dei gusti intensi, decisi, in particolare abbinata ad una goccia di brandy. 

E a proposito di abbinamenti particolari, l’ultima novità di Corilverde è proprio una composta dal gusto fresco e intenso, che unisce alle nocciole una varietà di pere tipica del territorio piemontese, la Madernassa, per una crema ideale sia per la preparazione dei dolci ma soprattutto veramente ottima in abbinamento ai formaggi: la Madernocciola. 

 

Girogusto, la fiera enogastronomica per esportare i tuoi prodotti in Germania.

Sarà possibile provare e degustare i prodotti dell’azienda Corilverde alla fiera B2B Girogusto di Adriano Vinci e Fabio Esposito, a Berlino il prossimo novembre.

 A Girogusto partecipano i migliori produttori delle eccellenze gastronomiche italiane, che presentano i loro prodotti agli importatori tedeschi: vino, formaggi, salumi, prodotti da forno, dolci, e altre specialità che rappresentano il meglio dell’enogastronomia del Bel Paese, per portare il buongusto italiano a tavola in Germania. Per maggiori informazioni contattaci qui.

Per la casa o per i professionisti

Cercate la farina giusta per la pasta fatta in casa? O siete alla ricerca delle farine ideali per un impasto industriale capace di mantenere tutta la qualità e il sapore di quello casalingo? Fortunatamente in Italia esistono ancora realtà che credono che qualità e connubio tra tradizione e innovazione siano gli ingredienti migliori per qualsiasi prodotto. Come le farine dell’azienda Molini Pivetti, che coltivano grano e producono farine nei loro mulini dal 1875, ovvero da quando il fondatore dell’azienda, Valente Pivetti, costruì un molino a vapore per macinare il grano nella zona di Cento, tra le città di Bologna e Ferrara.

Solo grano emiliano

Tra Modena, Ferrara e Bologna: l’azienda Molini Pivetti è rimasta fedele alle origini, e coltiva il suo grano esclusivamente nella pianura emiliana.

Il grano viene in seguito trasferito negli stabilimenti di stoccaggio, dove viene conservato tramite la tecnologia del freddo, e poi macinato in purezza in un percorso controllato passo a passo: ogni step della filiera viene infatti rigorosamente controllato  dal marchio Campi Protetti Pivetti, certificato dall’ente internazionale CSQA.

Ma il legame con il territorio, fondamentale per avere prodotti di qualità, non passa solo per le coltivazioni: le farine Molini Pivetti sostengono anche numerose iniziative locali, tra cui, per esempio, “Adotta un campo di grano” – quest’anno in collaborazione alla Scuola Primaria di Renazzo – per sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Perché il mangiare sano e buono comincia dal rispetto dell’ambiente.

Dalle farine senza glutine a quelle bio

Farina senza glutine, biologica, farine pensate appositamente per fare meno grumi oppure particolarmente adatte per la pasta fresca: i consumatori hanno esigenze sempre più specifiche e chi produce deve saper offrire una gamma di prodotti che sappia rispondere a tutte le richieste. Per questo Molini Pivetti  ha diverse linee di farine tutte diverse, da quelle per i professionisti del settore, a quelle per i privati. Per esempio – ormai indispensabili – le farine gluten free per i celiaci, ma anche quelle dedicate ai maestri pastai, o la linea per pasticceria dall’inconfondibile nome “La dolce vita”.

E per gli amanti della pasta e della pizza in Germania, che spesso hanno difficoltà a trovare la farina giusta per avere l’impasto perfetto per la pasta fresca, per la pizza o per la focaccia, c’è una buona notizia: le farine Molini Pivetti arriveranno presto anche a Berlino e presenteranno i loro prodotti alla fiera enogastronomica Girogusto che si svolgerà nella capitale tedesca, al castello di Britz, il prossimo 10 e 11 novembre.

Contatti

Molini Pivetti

Via Renazzo, 67 – 44045 Renazzo (Fe)

+39 051 900003 – Fax +39 051 909210

Email: info@pivetti.it

Pivetti PEC: molinipivettispa@cgn.le

L’amore per le cose buone: è questo il motto alla base della produzione della Biscotteria Veneziana, specializzata nella produzione di biscotti, dolcetti e prodotti di pasticceria ispirati in gran parte ad antiche tradizioni di Venezia.

Nata come piccola bottega a Burano, la Biscotteria Veneziana si è trasformata nel corso degli anni in un’azienda affermata che esporta i suoi prodotti in tutta Italia e all’estero. Ed è una delle realtà italiane vincenti per qualità e passione che parteciperà alla prossima edizione della fiera enogastronomica Girogusto a Berlino il 10 e l’11 novembre prossimo.

In attesa di poter assaggiare nuovamente i loro dolci, abbiamo intervistato Marco Seno, uno dei titolari dell’azienda, che ci anche ha regalato anche l’antica ricetta di un prodotto tipico veneziano: il Bussolà.

Sulla sinistra: Marco Seno

Come nasce la Biscotteria Veneziana?

Tutto nasce dal nostro punto vendita storico nella bellissima cornice di Burano, piccola isola della laguna di Venezia conosciuta per le case colorate, i merletti e naturalmente i dolci.  L’idea della biscotteria parte da Francesca, figlia di Carmelina che più di venti anni fa insieme al marito Andrea apre un piccolo laboratorio in terra ferma dove poter produrre e distribuire le dolcezze veneziane data la sempre più grande richiesta. Ad oggi il laboratorio è diventato un’azienda che con entusiasmo e amore per la tradizione artigiana crea gran parte di questa bella storia veneziana.

Come hai appena accennato, avete un negozio molto bello e ricco di storia a Burano. Qual è il vostro legame con Venezia e il suo territorio?

Il nostro punto vendita vanta ormai un secolo di vita ed è diventato quasi un istituzione tra gli abitati della laguna ed i milioni di turisti che le fanno visita ogni anno. Il nostro prodotto è la nostra forza e la nostra passione, mi spiego meglio: produciamo un dolce che le massaie veneziane impastano nelle loro case da almeno 500 anni e lo facciamo nella città, permettetemi, più bella e romantica del mondo. Impastiamo il “Bussolà” esattamente con la stessa ricetta che ci è stata tramandata e per questo da circa un anno abbiamo stretto una forte collaborazione con la fondazione Musei Civici di Venezia, custodi di alcuni dipinti in cui gli antichi veneziani sono impegnati a banchettare proprio con i “Bussolà”. Mi piace pensare che in un mondo che inevitabilmente si modernizza e va sempre più veloce, quella piccola pasticceria nell’isola delle case colorate sia per tutti un dolce viaggio nel tempo in cui ci si fa coccolare da sapori antichi.

 

Come può riuscire un consumatore a riconoscere la qualità di un prodotto dolciario? Che consigli gli daresti?

Secondo me la pasticceria è fatta di emozioni, quindi se dovessi dare un consiglio al consumatore direi di non cadere nelle banalità che un mercato enorme cerca di propinarci. Cercare il valore aggiunto in tutto quello che si mangia fa la differenza tra un pasto ed un’esperienza. Riconoscere la qualità in un dolce non è sempre semplice soprattutto per chi non ha l’occhio allenato, un consiglio potrebbe essere di leggere sempre l’etichetta, in linea di massima meno ingredienti riporta, più genuino sarà il prodotto finale.

 

Avete una ricetta speciale da “regalare” ai nostri lettori?

La ricetta che più ci rappresenta è proprio quella del Bussolà:

Prendete 6 etti di zucchero, 3 di burro e 12 tuorli d’uovo e impastateli aggiungendo man mano un Kg di farina, unite alla fine un pizzico di vaniglia.

Create un rotolo di pasta che andrete a chiudere come a formare un “ciambellone”.

Cuocetelo in forno a 180° per 25 minuti fino a che non diventa croccante e avrete il vostro dolce veneziano da poter servire ai vostri ospiti con del mascarpone o con un vino dolce.

Buon appetito!

 

Contatto

M.G. Biscotteria Veneziana S.r.l.

Via E. Bugatti, 25
30016 Jesolo Venezia

Tel. +39 0421 350080
info@biscotteriaveneziana.it

I consumatori tedeschi scelgono sempre più spesso vini locali. E bevono più volentieri i bianchi dei rossi. Con una new entry: il rosé, sempre più amato in Germania.

Come cambiano i gusti dei tedeschi in fatto di vino?

Fino agli anni Novanta sono stati i vini bianchi a essere i protagonisti delle scelte dei consumatori in Germania. Dopo un quarto di secolo di incontrastato dominio, a partire dagli anni Novanta, vini rossi di facile beva provenienti da Italia, Spagna e Francia hanno conquistato i gusti dei tedeschi e invertito la tendenza.

Ora si registra un nuovo cambiamento: sono di nuovo i vini bianchi a essere i più cercati. Ben  il 45% dei vini consumati nel 2017 appartiene infatti a questa categoria, con due punti percentuali in più rispetto al 2016 – e il trend è in aumento.  

Come mai? Probabilmente per la sempre maggiore voglia di alimentarsi in modo sano, suggerisce in un intervento alla fiera ProWein Monika Reule, del Deutsche Weininstitut: i vini bianchi sono infatti solitamente più leggeri di quelli rossi, hanno un contenuto di alcool minore (tra il 9 e il 12,5 % contro il 12-14% dei rossi) e sono quindi maggiormente adatti a chi fa attenzione alle calorie.

Bianco, rosso... rosè.

Si riconferma poi l’interesse del mercato tedesco  per i vini rosati.

  “Mentre i tedeschi comprano generalmente meno rossi e bianchi, il rosé in questo momento fa tendenza ed è sempre più amato dai consumatori”, spiega al settimanale di economia Wirtschaftswoche Kai-Jürgen Klatt, esperto del settore vinicolo dell’istituto di ricerche di mercato Nielsen.  

Complice probabilmente anche l’ingente investimento dei viticoltori del sud della Francia per promuovere anche in Germania il loro rosé, i vini hanno ormai una stabile fetta del mercato, assestandosi sul 10% del consumo totale di vino dei tedeschi, tanto che la Germania è diventata il terzo consumatore mondiale di vini rosé.

I vini prodotti in Germania dominano il mercato

Ma la parte del leone tra le preferenze dei consumatori tedeschi continuano a farlo i vini autoctoni, che dominano il mercato interno con il 51% del fatturato del settore vino.

 I vini italiani si posizionano al secondo posto, ma a grande distanza, con il 16%, seguiti dalla Francia con il 12% e dalla Spagna con l’otto per cento. 

Tra vini tedeschi la fetta più ampia del mercato appartiene naturalmente ai bianchi.  Riesling, Müller Thurgau e il Grauburgunder sono i grappoli più coltivati tra le qualità di uva per i vini bianchi in Germania, tra i rossi invece le prime tre posizioni se le aggiudicano le varietà Spätburgunder, Dornfelder e Portugieser.

 Il buono stato di salute dei vini tedeschi è confermato anche dalla crescita delle esportazioni, +7% nel 2017, con esportazioni per 308 milioni di Euro in 124 paesi, primo tra tutti il Regno Unito.

 E la tendenza che vede i tedeschi preferire i vini locali viene confermata anche al ristorante, secondo un’indagine della società Nomisma : su un campione di 200 ristoranti, la maggioranza dei quali di fascia medio alta, il 34% dei ristoratori sceglie vini di origine tedesca.

I passi giusti per esportare vino in Germania

In un mercato come quello tedesco, che, come abbiamo appena visto continua ad amare il vino italiano, ma nello stesso tempo segnala una crescita delle preferenze per i local wine, è necessario sempre di più  far conoscere agli importatori, grossisti e ristoratori tedeschi i propri prodotti attraverso canali scelti con attenzione che sappiano mettere in rilievo il brand dell’azienda e convincere i compratori della qualità del prodotto.

Per esempio attraverso una fiera specializzata in grado di garantire la presenza di buyers qualificati, in una cornice che metta in risalto nel modo migliore i brand delle aziende, le particolarità dei vini e la loro storia. Come è il caso di Girogusto, la fiera B2B della gastronomia italiana in Germania, in cui gli organizzatori mettono a disposizione degli espositori la loro pluriennale esperienza sul mercato tedesco dei vini e degli alimentari e un’assistenza personalizzata. La prossima edizione di Girogusto è prevista per il 10-11 novembre, qui potete richiedere maggiori informazioni. 

 

Sei un produttore di liquori o altre bevande superalcoliche e vuoi esportare i tuoi prodotti in Germania?

Qui puoi trovare i dati sulle abitudini dei consumatori tedeschi e sulle importazioni dei superalcolici, di modo da capire meglio il tuo potenziale mercato. 

Iniziamo con un dato generico: la popolazione adulta tedesca ammonta a circa 66,2 milioni di persone.  È questo dunque il bacino di utenza con cui ti potrai confrontare. 

E ora entriamo nel dettaglio dei superalcoolici, con gli ultimi dati statistici. 

Nel 2017 la Germania ha prodotto ben 533 milioni di bottiglie di bevande spiritose, di cui 291 milioni sono state destinate all’export. 

Il volume delle importazioni dall’estero verso la Germania ammonta invece a 471 milioni,  per un’offerta complessiva sul mercato tedesco di 713 milioni di bottiglie di superalcolici.

Quanto esporta l'Italia in Germania?

Tra gli importatori europei l’Italia ha conquistato il secondo posto con una quota del 20,3 per cento.  

Inghilterra
29%
Italia
20.3%
Francia
13%
Grecia
9.9%

Qual è il consumo pro capite di superalcoolici in Germania?

  •  Sono 5, 4 i litri di bevande spiritose consumati all’anno pro capite in Germania.
  • Il consumo è rimasto stabile dal 2008 in avanti.
  • La tendenza però è in diminuzione se considerato il lungo periodo: nel 1980 il consumo pro capite di superalcoolici in Germania ammontava addirittura a 8 litri all’anno a testa. 

Ma che tipo di superalcoolici bevono i tedeschi nel dettaglio?

 A fare la parte del leone sono i liquori, con 1,69 litri pro capite. Segue la  Wodka con 1,11 litri  e poi le acquaviti con 0,83 litri.  Minore il consumo delle acquaviti di frutta , con 0,35 litri, e del Gin, con un consumo di 0,09. 

(I dati  qui riportati sono tutti relativi al 2017 – ultimo anno per cui sono disponibili le statistiche ufficiali – e sono resi pubblici dal Bundesamt für Statistik)

Il nostro consiglio

Il modo migliore per esportare i tuoi prodotti in Germania è farli conoscere attraverso una fiera che ti garantisca visibilità e i giusti contatti con i buyers più importanti. Per esempio puoi diventare espositore con Girogusto, la fiera B2B che porta il buongusto italiano in tavola in Germania. Puoi richiedere qui maggiori informazioni.