Piemonte, terra di cultura, gastronomia. E musica.

Piemonte. Terra di vini rinomati in tutto il mondo, ottimi formaggi, grandi specialità gastronomiche, paesaggi meravigliosi e… musica. Sì, perché dal 2009 il Festival Collisioni riunisce a Barolo cultura, dibattiti, degustazioni, e musicisti di fama internazionale. Tanto da essere diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica, della letteratura  – e del buon cibo, naturalmente.

Collisioni mette dunque in scena non solo appuntamenti con grandi nomi come Salman Rushdie, Michael Cimino, Bob Dylan o Sting, ma anche degustazioni con i grandi nomi del vino (un esempio per tutti, il Barolo), o del formaggio, come il Castelmagno. Insomma, incontri di altissimo livello su tutti i fronti, resi possibili dalla sinergia di diversi “piccoli” soggetti legati al territorio, capaci di cooperare non solo per portare tra le colline piemontesi cultura e spettacolo, ma anche per far conoscere ad un pubblico sempre più vasto i prodotti di spicco della tradizione enogastronomica. Prodotti che hanno conquistato ormai in Italia un mercato sempre più ampio, ma che per essere riconosciuti e apprezzati al meglio anche all’estero necessitano di una promozione e attenta e continua. 

Proprio per questo Collisioni arriverà anche a Berlino con l’Associazione Deditus e il Consorzio Castelmagno DOP, associazioni attraverso le quali la kermesse agrorock, come essa stessa si definisce, investe per diffondere all’estero la qualità delle eccellenze piemontesi. Deditus, che raduna dodici grandi produttori del Piemonte, e il  Consorzio Castelmagno DOP parteciperanno così quest’anno per la prima volta alla fiera enogastronomica Girogusto, una delle manifestazioni più interessanti create a Berlino proprio per i produttori italiani che vogliono esportare le proprie specialità in Germania. Girogusto è infatti la fiera business to business che da otto anni presenta ai più importanti grossisti e ristoratori tedeschi eccellenze enogastronomiche da tutte le Regioni d’Italia. Naturale quindi la sinergia con le associazioni di Collisioni, visto che tutti i soggetti in gioco hanno uno scopo comune: portare  in tavola in Germania il buongusto italiano. Una sfida complessa e affascinante di cui abbiamo parlato proprio con Filippo Taricco, direttore artistico di Collisioni. 

Tre domande a Filippo Taricco, direttore artistico di Collisioni

Associazione Deditus e il Consorzio del Castelmagno Dop, sono tra i promotori di Collisioni dove, tra musica e letteratura, c’è un posto speciale anche per la gastronomia. Vi potete immaginare di trasportare questa formula anche in altri paesi, per esempio in Germania?

Collisioni è un progetto unico in Europa, perché non esiste alcun festival internazionale con i Depeche Mode e Robbie Williams in cartellone sostenuto non da multinazionale e grandi brand internazionali, ma da piccoli produttori di qualità, non solo dal Piemonte ma da tutta Italia. Collisioni nel nostro paese è l’orgoglio del mondo agricolo. Niente Cocacola, tra i sostenitori, ma i produttori di Castelmagno d’Alpeggio, di formaggio di Fossa delle Marche, di vino Barolo, Barbera d’Asti, ma anche Aglianico, Verdicchio e Franciacorta…Tanti piccoli produttori, centinaia e centinaia che collaborano insieme per realizzare qualcosa di così grande. E’ stato qualcosa di inimmaginabile. Collisioni in Germania? Perchè no?? Facciamolo. A Berlino sono tantissimi gli italiani, e fare un festival per celebrare il meglio del nostro paese, tra star internazionali, stand, degustazioni, magari anche moda con Valentino e Prada, cinema italiano, e il grande design come Ferrari e Lamborghini sarebbe davvero fantastico… Ma in questo dovete aiutarci voi!

 

Il prodotto di “eccellenza” è sempre più riconosciuto in Italia. Secondo Lei, come si può diffondere la cultura della qualità  e della specificità dei nostri territori anche su altri mercati?

Insieme all’associazione dei barolisti di Deditus, al Consorzio del Castelmagno Dop e tanti altri partner, investiamo tantissimo sulla didattica all’estero dei nostri prodotti. Per questo è nato il progetto Indigena col nostro direttore wine and food Ian D’Agata, autore del celebre Native Wine Grapes of Italy. Per promuovere i grandi prodotti agricoli italiani. Siamo convinti che per apprezzare un vino o un formaggio sia fondamentale conoscerlo. Altrimenti perché mai la gente dovrebbe pagare una forma di Castelmagno d’Alpeggio o una bottiglia di ottimo Barolo più di un formaggio industriale o di un vino da supermercato? Se non sanno perché quel prodotto è migliore? Le persone vanno educate. Se non vedono coi loro occhi cosa significa fare un Castelmagno in montagna, portare le vacche in alpeggio e far loro mangiare foraggio fresco, se non vedono il Barolo riposare per 38 mesi perché mai dovrebbero pagare di più di quanto pagano per un formaggio industriale o per un vino fatto in bustina, con reagenti chimici?

A parte la presenza alla fiera Girogusto, state organizzando altri eventi di promozione delle specialità enogastromiche piemontesi a Berlino?

Tantissime. Il 27 e 28 di ottobre saremo a Berlino col Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Assopiemonte Dop e Igp per due giorni di masterclass, walk-around tasting e cene con i ristoratori, gli importatori e i sommelier della capitale. Saremo anche a Cheese Berlin e ci auguriamo di tornare ancora nell’inverno e nella primavera in questo splendido paese. Purtroppo in Italia molti produttori hanno forti pregiudizi sui consumatori tedeschi. Lo considerano un mercato soltanto da prezzo, poco incline ai prodotti di alta qualità. Ma noi crediamo che non sia affatto così. Il paese di Beethoven, Wagner, Heidegger e Goethe, che continua a rimanere una guida culturale per tutta l’Europa non può sorseggiare pessimi vini ascoltando ottima musica ed esprimendo pensieri così sublimi. Il problema è, se mai, riconquistare la fiducia dei consumatori tedeschi, e voltare pagina, rispetto a come spesso purtroppo noi italiani ci siamo presentati in passato all’estero. Il problema è ritrovare l’orgoglio di essere italiani e aiutare i nostri giovani all’estero perché nei loro ristoranti e nei loro negozi abbiano la forza e il coraggio di scegliere sempre la qualità. In questo l’Italia ha una grossa responsabilità. Perché ogni italiano che vive a Berlino e a Vienna è un nostro ambasciatore. E loro prima di tutti vanno educati e incoraggiati. 

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